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L’offsite Optimization è morta? Perché se ne parla così spesso?

30/03/2015 - Web marketing
L’offsite Optimization è morta? Perché se ne parla così spesso?

È vero o meno che la Offsite Optimization è morta?

Capita piuttosto spesso, negli ultimi periodi, di leggere quesiti di questo tipo nei blog e nei forum dedicati alle attività di SEO, e prima di dare una risposta è certamente opportuno fare il punto su cosa si intende, esattamente, per Offsite Optimization.

Onsite Optimization e Offsite Optimization

novità offsite optimizationL’attività di SEO, Search Engine Optimization, ha come fine quello di garantire alle pagine di un sito un buon posizionamento all’interno di Google, e per poter raggiungere tale prestigioso risultato, il quale garantisce un grande ritorno in termini di business e di visibilità, è necessario intervenire in modo poliedrico e con grande competenza.

Semplificando al massimo l’argomento è possibile specificare che, sul piano pratico, le attività di SEO possono essere distinte in interventi di Onsite Optimization, ovvero effettuati direttamente nel
sito che si vuole ottimizzare, e di Offsite Optimization, ovvero realizzati esternamente rispetto al sito in questione.

In cosa consiste la Offsite Optimization

Tutte le ottimizzazioni SEO che vengono concretizzate in ambienti esterni rispetto al sito di interesse, dunque, rientrano nell’Offsite Optimization.

Tra queste, non ci sono dubbi, la più rilevante è rappresentata dalla Link Building, ovvero da quell’attività che ha come fine quella di garantire, al sito da ottimizzare, una buona quantità di link in entrata, ovvero i cosiddetti “backlink”.

Il ruolo dei backlink è sicuramente molto rilevante sul piano SEO, ma bisogna riscontrare che i più recenti cambiamenti di Google hanno modificato in modo consistente l’approccio da seguire se si intende effettuare un’attività di Link Building vincente.

L’Offsite Optimization oggi

Tradizionalmente, nell’eseguire degli interventi di Link Building si è conferita una grande importanza alla quantità: qualsiasi link in entrata era considerato potenzialmente positivo, di conseguenza si tendeva spesso ad abbondare, anche mettendo in secondo piano la qualità.
I più recenti cambiamenti di Google, tuttavia, richiedono un approccio SEO completamente differente, soprattutto per quanto riguarda la Offsite Optimization: eccedere con i backlink senza curarsi della loro qualità, infatti, oggi non solo non è fruttuoso, ma può rivelarsi anche controproducente.

Google, soprattutto in concomitanza del lancio dei suoi più recenti algoritmi, ha infatti iniziato ad intervenire con delle penalizzazioni davvero molto pesanti nei confronti dei siti web sovraottimizzati, di conseguenza per le attività di Link Building e di Offsite Optimization in generale è quantomai indispensabile un approccio altamente professionale.

L’Offsite Optimization è morta oppure no?

Alla luce di quanto detto, dunque, si può ben intuire per quale motivo la Offsite Optimization sia oggi oggetto di numerose discussioni tra esperti di Web Marketing.

Quali conclusioni, dunque, è possibile trarre? La Offsite Optimization è morta oppure no?
La risposta è no, assolutamente, ma di certo è profondamente cambiata negli ultimi anni.

Mentre in passato era possibile ottenere discreti risultati pur operando in modo approssimativo, oggi Google è divenuto molto più severo e non fa nessuno sconto ai siti sovraottimizzati: un’attività di Offsite Optimization, dunque, richiede certamente un livello di competenza e di esperienza davvero spiccato se si intendono raggiungere dei buoni risultati e se si vogliono evitare le temutissime penalizzazioni del motore di ricerca.

L’Offsite Optimization non è morta, dunque, ma si è affinata, è diventata più complessa e richiede senza dubbio una maggiore professionalità.
Per tale motivo, quindi, il ruolo di una SEO agency è da considerarsi oggi ancor più determinante.